L'amore e il disamore secondo l'Intelligenza Artificiale
L'intelligenza artificiale promuove la rassegnazione e soppianta il pensiero critico: il comunicato dell’EZLN
traduzione di Gabriele Germani
Non senza sorpresa, ci siamo resi conto che le "trascrizioni" dei nostri interventi orali nei vari seminari zapatisti o non avevano nulla a che vedere con quanto detto, o mutavano il senso originale, o lo confondevano (ancora peggio, dunque). Siamo comprensivi, abbiamo pensato che si trattasse di brutti scherzi degli "auto-correttori" dei vari elaboratori di testo. Già la conoscete quell'ostinazione (tangibile nei cellulari "intelligenti") di cambiare ciò che scrivi con ciò che l'algoritmo decide. Se scrivete a qualcuno "mi manchi nel mio cuore", il correttore fa il suo lavoro e dice "ho degli estranei in camera mia". Non poche liti di coppia nascono da questi telefoni "intelligenti".
Abbiamo indagato al riguardo. E ci hanno risposto, con orgoglio, che avevano usato un programma di Intelligenza Artificiale che, per soli 20 dollari al mese, mandi l'audio e ti restituisce una trascrizione. Ma l'IA ha problemi di udito, perché dove si è detto "un'affermazione del tipo: Il Poliziotto Anarchico vuole che suo figlio sia come lui", è stato trascritto come "un'accelerazione del poliziotto artista vuole che il suo tesoro sia come lui". In un altro caso hanno usato i sottotitoli di YouTube. In un altro ancora l'applicazione di un elaboratore di testi che "ascolta" e scrive. Tutto con risultati simili.
Jordi Soler, in un testo nella sua colonna su Milenio Diario ("La Malinconia della Resistenza", 5 maggio 2026), ha segnalato il processo di creazione e formazione di idioti, l'idiotizzazione, come un compito dell'Intelligenza Artificiale ("IA" d'ora in poi).
D'accordo, io aggiungerei la pigrizia mentale e la cialtroneria. Perché leggere e cercare di astrarre l'essenziale da un testo se l'IA ti fa una sintesi in poche righe? Ma non è solo questo:
Quando l'arte cinematografica salutò e permise l'arrivo del "green screen" (o blu, non ricordo), privilegiando così gli "effetti speciali" e l'impatto visivo, dimenticò che ciò andava a scapito della sceneggiatura, della regia, della recitazione, delle location, della produzione. Insomma, del Cinema in quanto tale. Apparvero così film di supereroi, mostri, catastrofi e invasioni extraterrestri, dove l'attore o l'attrice doveva solo fare una faccia spaventata o da "non preoccuparti, andrà tutto bene". Il green screen permetteva all'eroina (senza dimenticare la parità di genere) di sconfiggere l'invasione aliena con un fermaglio. Incredibile.
Ma, dietro il green screen, è arrivata l'IA e, con essa, la creazione non solo dei personaggi, ma anche del mestiere della recitazione... e degli sceneggiatori, della produzione, dell'illuminazione, dei costumi, del doppiaggio, della post-produzione e di tutti gli eccetera che, ancora, compongono la "settima arte".
Dietro ogni evidenza inconfutabile, arriva una sconfitta fattoriale, cioè una sconfitta alla N potenza, una caduta che porta a un'altra e a un'altra ancora. Perché "l'IA ti fa risparmiare lavoro e tempo", ergo... L'IA diventa simultaneamente il produttore, il venditore e lo "spacciatore" dell'amabile droga della pigrizia mentale.
Dietro i "riassunti" dell'IA, arriva la sconfitta di una delle caratteristiche dell'essere umano: pensare. E le sue manifestazioni: leggere, scrivere, dipingere, cantare, giocare, comporre, ballare, discutere, proporre, eccetera. Ossia, creare... e lottare.
Ogni offerta che il sistema vi fa per risparmiare lavoro, sforzo, dedizione, impegno, nasconde un tentativo di sostituzione. E, chiaramente, nessun risparmio economico. Al contrario.
L'IA nasconde il vero costo: la questione non sarebbe che arrivi a rendersi indipendente e si rivolti contro il suo creatore (Skynet all'orizzonte prossimo), ma che trasformi l'essere umano in un essere fisicamente e mentalmente pigro, che segue l'algoritmo della "maggioranza" come un nuovo pifferaio magico... con il precipizio già all'orizzonte vicino.
Immaginate di stare per mettere "mi piace" a una pubblicazione che vi è piaciuta e l'IA vi segnala "Attenzione: il vostro 'mi piace' va contro ciò che dice la maggioranza e provocherà un calo del numero dei vostri follower e, di conseguenza, del vostro indice di popolarità." Il terrore.
Nelle arti, l'IA potrà (o può già) scrivere un romanzo e avere successo perché ha usato l'algoritmo e sa che la morte del cattivo è più gradita di quella dell'eroe. O viceversa. E può decretare che tale combinazione di colori, tratti, composizioni, in pittura, scultura, musica, avrà "successo", cioè popolarità, maggioranza. Secondo questo, l'IA può "copiare e riprodurre" le note musicali, le sequenze e i ritmi di, diciamo, Mozart, e "comporre" uno spartito.
Si inizia copiando, si continua sostituendo, e si finisce per rimpiazzare ed eliminare.
Un esempio: vi assegnano, nella materia di "lettura e comprensione" (non so se esista ancora), l'opera letteraria conosciuta come "Il Chisciotte", ovvero "L'ingegnoso idalgo Don Chisciotte della Mancia", dello spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra (che visse durante un periodo (1547-1616) del cosiddetto "Vicereame" e che, pertanto, deve chiedere scusa alla Quarta Trasformazione... Affinché continui a spogliare dei loro territori i popoli originari). Voi, invece di cercare il libro e leggerlo, andate su internet, googlate una delle due frasi e trovate che...
"Don Chisciotte della Mancia non ha un numero fisso di pagine; varia a seconda dell'editore e del formato. Tuttavia, nelle edizioni complete più riconosciute, come quella della Real Academia Española (RAE), il libro si aggira intorno alle 1.424 pagine".
Uff! , vi dite voi, e in quanto tempo si legge? Di nuovo l'IA:
"Leggere L'ingegnoso hidalgo don Chisciotte della Mancia ti prenderà, in media, 27 ore di lettura continua. Con un'estensione di circa 1.000 pagine, la maggior parte dei lettori impiega tra i 2 e i 3 mesi in una lettura calma e costante, anche se dedichi tra i 30 e i 45 minuti al giorno, potresti finirlo in circa 3 o 4 settimane".
"Troppo", pensate voi, "in quel tempo posso postare molti commenti (suggeriti dall'IA, chiaramente), e dare molti 'mi piace' e 'non mi piace' (anch'essi orientati dall'IA)", così decidete meglio di consultare un riassunto. L'IA:
"Il Chisciotte è il simbolo universale dell'idealismo, della libertà e della lotta per i sogni. Rappresenta l'eterna contrapposizione tra la realtà e la fantasia. Attualmente, l'aggettivo 'chisciottesco' si utilizza per descrivere una persona idealista che antepone i suoi nobili valori alla propria convenienza".
Ho fatto queste "ricerche" su internet e, ogni volta che digito la domanda, l'IA mostra la parola "pensando", mentre il cerchio che gira vi avverte di non interromperla. Ma, se fate attenzione, in caratteri piccoli appare da dove l'IA ha preso quel riassunto: da YouTube! Cioè, avete preso una decisione (non leggere il Chisciotte perché sono troppe pagine), dare per buono un riassunto e assumere che, praticamente, lo avete letto; sulla base dell'algoritmo che decide la fonte dell'informazione e la sua veridicità in base alla sua popolarità, cioè alle maggioranze (ha molte "visualizzazioni").
Tutto questo viene a proposito perché, sfogliando giornali e riviste (sui social network guardo solo video di cagnolini e gattini), vedo che ciò che è iniziato come consigli e raccomandazioni per, ad esempio, il sesso; ora sono verdetti: "Stai avendo rapporti sessuali in modo adeguato? L'IA ti dice cosa stai facendo bene e cosa fai male".
Dalla storia dei "castristi" che mi ha raccontato il Subcomandante Insurgente Moisés, sono rimasto a pensare alla questione delle "donne comuni", a come ciò che preoccupava il cittadino come parte delle sue proprietà, persino al di sopra di altre cose più logiche: il suo veicolo, la sua casa, il suo cellulare, il suo computer, eccetera.
La relazione di coppia eterosessuale è una relazione di proprietà, di possesso? Un feudo dove il maschio - e in alcuni casi, la femmina - è colui che impone la vita e, non poche volte, la morte? Non parlo di gelosia, ma di quella relazione tanto difesa persino dal progressismo, dove c'è un proprietario e una proprietà. E dove il personale si trasforma nel simulacro della proprietà sociale: i miei mezzi di produzione, i miei lavoratori, mio marito o mia moglie, i miei figli, il mio Dio, la mia religione, il mio colore, la mia razza, la mia lingua, il mio modo, il mio calendario, la mia geografia. Mio, me, con me.
Si è realizzato un salto impossibile tra una realtà imposta a sangue e fuoco, e l'ambito del personale e del privato.
Le varie differenze, gli "altri amori" come siamo soliti dire noi popoli zapatisti, si contrappongono a una "normalità" imposta. La persona etero considera che il suo "modo" è e deve essere universale. Per questo chiamerà in suo aiuto la religione quantitativa: "Siamo maggioranza e, pertanto, abbiamo ragione. E coloro che non sono maggioranza sono colpevoli di questo, di non essere parte della maggioranza". Ed è per questo che è "normale" la violenza contro "gli altr*". Questa logica, che è palpabile sui social network e sui mezzi di comunicazione, si riproduce o si riflette nell'individuo. La persona è forzata a entrare nel cerchio, cioè a essere e sembrare "normale", come la maggioranza. Alla differenza, l'"amore" maggioritario offre un armadio.
La frase lapidaria che, mi sembra, illuminò il maggio francese del '68, è tutta una descrizione delle società civilizzate moderne: "Mangiate merda, milioni di mosche non possono sbagliarsi". Il "buon senso" divenne così una parodia del "senso maggioritario".
Questa aberrazione potrebbe essere normalizzata dall'IA, poiché la sua fonte di dati sono quelli che si presentano come più "popolari". Persino il mestiere di governare ora è il mestiere di essere "popolari". Per questo l'IA raccomanda di seguire e farsi foto con i BTS, con gli U2 e con BlackRock (il vero "padrone del mondo" per la quantità di denaro che muove, non appare nella lista delle maggiori ricchezze) che riflettono giovinezza, nostalgia e "realismo in macroeconomia"; e raccomanda di non riunirsi con le madri in cerca dei loro dispersi, con la CNTE (Coordinamento Nazionale dei Lavoratori dell'Educazione), con i contadini, con gli indigeni che sfuggono al controllo governativo, con gli attivisti ambientali, con gli oppositori ai mega-progetti, alla gentrificazione e alla demagogia come sostituto della giustizia; insomma, con tutto ciò che riflette incapacità, corruzione e la dura e testarda realtà con cui si scontra quotidianamente il progressismo.
Allora potremmo dire che, per l'IA, l'amore e il disamore dipendono dalla fonte consultata... e dal sostegno maggioritario. Trionferai in amore, o fallirai, a seconda del sentire delle maggioranze, consultate dall'IA, ma in realtà modellate da essa. "Essere popolari", questo anelito adolescenziale delle superiori - o liceo - è ormai l'aspirazione che regola le società e i governi della modernità.
Perché soffrire il sentimento di avere un buco nello stomaco, provocato dall'Amore o dal Disamore, se ti togli il problema di costruire una relazione semplicemente "bloccando" o cambiando avatar... o numero?
Sì, prima si cambiava canale se qualcosa non ti piaceva.
Ora, se la realtà non ti piace, limitati a cambiare il cellulare. L'importante è che abbia un'IA più veloce.
Per il resto, con o senza IA, l'obiettivo del sistema non è altro che generalizzare la rassegnazione. Se le religioni non ci riescono più, la tecnologia ci prova. Proprio ora fomenta la rassegnazione di fronte alla massificazione del dubbio, la crisi d'identità, l'incertezza del caos ordinato dall'alto. Non per provocare disordine, ma affinché si aneli l'ordine. Rassegnarsi di fronte alla catastrofe è il primo passo per poi averne bisogno. Nella "modernità" che soffriamo, non c'è nulla di più sovversivo che pensare. Beh, forse c'è qualcosa di più irriverente: organizzarsi. E per organizzarsi, amici e nemici, - come per il tango e per fare l'amore... o il disamore -, bisogna essere almeno in due.
Nota: se ho scritto sciocchezze, deve essere per colpa dell'Intelligenza Artificiale che ha cambiato ciò che volevo scrivere. Pazienza.
(Segue)
Dalle montagne del Sud-Est Messicano.
Il Capitano (in assenza dell'IA).
Maggio 2026.