Collettivizzando le rubriche...
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I commissari dell’ex-Ilva propongono una causa da 7 miliardi contro ArcelorMittal, il colosso franco-indiano che ha avuto in gestione Acciaierie d’Italia, perché avrebbe evitato di effettuare gli investimenti previsti, nonché la banale manutenzione degli impianti, per compromettere la futura produttività di Acciaierie. Chissà perché, ci chiediamo, dato che ArcelorMittal era il principale concorrente dell’ex-Ilva e tuttora opera in quel mercato…

Lo stop della Corte dei Conti non fermerà i lavori per il Ponte sullo Stretto: lasciando stare i problemi dei trasporti italiani nonché quelli specifici della Sicilia, il ministro Salvini sta lavorando ad un atto che permetterebbe di ottenere le autorizzazioni ancora non pervenute e risolvere i problemi contabili del progetto, ma anche di placare le faglie sotto lo Stretto, invertire la desertificazione dell’isola e risolvere definitivamente i problemi di siccità, coprire finalmente i rifiuti bruciati a Licata, e ancora… Ah, Natale è passato?

Dopo la morte di un lavoratore di vigilanza brindisino nel cantiere di Milano Cortina 2026 la scorsa settimana, Luca Pisapia utilizza un report pubblicato da Libera per fare luce sull’aumento dei costi pubblici e lo stato dei lavori, la stragrande maggior parte dei quali in effetti non sarà completata entro l’inizio delle Olimpiadi perché semplicemente non ha niente a che vedere con esse bensì rientra nella categoria legacy, l’eredità di questi Giochi. Oltre alla memoria di Pietro Zantonini e dei larici secolari abbattuti, si intende.

Eccellente articolo di Alastair Crooke su Trump, America e relazioni internazionali

Articolo che propone possibili scenari per l'Iran. Non c'è tutto, ma molto informativo

Luca Telluri sulla necessità di un nuovo Piano Casa nazionale come strumento di rilancio dell’edilizia sociale pubblica in Italia, a fronte di 650000 domande stimate di case popolari e di un settore privato che non riesce a combinare sostanzialmente nulla per arginare il problema.

Nel silenzio generale dei commentatori, l’India sta eliminando le restrizioni alla partecipazione a appalti pubblici per le imprese cinesi, aprendo così un mercato enorme alla Cina. Un segno di distensione in un’epoca di tensioni? Sicuramente un granello di speranza per un futuro più pacifico fra queste due potenze.

Con la crisi climatica che diventa una realtà sempre più concreta, è forse arrivato il momento di porre fine al feticcio dell’indipendenza delle Banche Centrali? (Se ve lo state chiedendo, SI, non da oggi, dall’altro ieri). Valori ci riporta uno studio a riguardo.

Torniamo ad occuparci dell'ex-ILVA con questo articolo di Francesco Barbetta che ricostruisce lo stato dell'arte di fine 2025 e lo contestualizza nei cambiamenti globali della produzione di acciaio avvenuti da inizio millennio; che possiamo aspettarci, allora, dalla trattativa in corso con Flacks?

L'aggressione imperialista al Venezuela porta l'attenzione all'energia e di qui ci occupiamo di quella italiana: il ministro Fratin ripropone una visione ormai tradizionale dell'Italia come hub del gas, e Gianluca Ruggieri ci aiuta a fare chiarezza sulle dichiarazioni del ministro e sugli andamenti di produzione e mercati italiano, europeo ed internazionale.

Vediamo le mosse del presidente e delle maggiori compagnie USA, petrolifere e non solo, attorno al sequestro del presidente del Venezuela Maduro, perché, come diceva qualcuno, se vuoi capire il crimine organizzato (anche quello legalizzato) devi seguire i soldi..!

Punto di vista brasiliano sull’accordo UE-Mercosur aggiornato a fine dicembre, ma i punti sostanziali restano. La domanda vera è: se l'accordo nuoce sia ai produttori europei che al sistema brasiliano, a chi è che giova..? Miracoli neoliberisti.

A Licata, quasi due anni dopo l’incendio della discarica che ha condizionato la vita delle persone per due settimane, tra scuole e uffici chiusi, mancano ancora studi sulle nocività dei rifiuti bruciati e ancora presenti, e soprattutto interventi di contenimento del danno a partire dalla copertura degli stessi. La situazione ha investito la politica dalla Regione allo Stato fino all’UE, che dato l’immobilismo evidentemente hanno altre priorità; ma quali?

In questo lungo e dettagliato articolo, Monica Frassoni fa il punto sulle revisioni recenti del Green New Deal e della normativa ambientale e sanitaria europea connessa al cambiamento climatico, ed evidenzia come, in nome della semplificazione, della competitività e delle difficoltà delle imprese, l’UE si stia pericolosamente bloccando a metà strada della transizione, con il rischio di arretrare mentre il mondo va decisamente avanti.

Negli ultimi anni la normativa ESG (Environmental, Social, and Governance) sulla sostenibilità ha coinvolto e convogliato una quantità crescente di finanziamenti dell’Unione, al punto da rappresentare ormai la metà dei fondi totali europei: un bocconcino così succulento poteva rimanere al riparo dalla fame dell’industria degli armamenti? Ah, ovviamente parte dei fondi va anche all’azienda bellica principale dell’unica “democrazia” del Medio Oriente: forse bisognava fare il cappotto termico alle case della Striscia?
