"Disunited Nations": un’inchiesta chirurgica sul fallimento morale e politico del Palazzo di Vetro

A poche ore dalla notizia riguardante il divieto di ingresso da parte del governo di Israele per oltre 37 ONG a Gaza, siamo andati a vedere il documentario “Disunited Nations” del regista francese Christophe Cotteret che racconta, anzi, documenta l’aberrante condizione di inazione delle Nazioni Unite seguendo il lavoro della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati Francesca Albanese.
Vorremmo vedere questi 85 minuti proiettati ovunque, vorremmo che tutti i governi dei paesi aderenti all’Organizzazione delle Nazioni Unite, (anche il nostro), ci dessero delle spiegazioni, come cittadini, come esseri umani che assistono per un’ora e mezza a un’ inchiesta accurata e chirurgicamente documentata circa il disfacimento di quella che nacque come organizzazione intergovernativa globale il cui compito, anzi, il cui dovere, era (ed è) quello di “ _favorire la soluzione pacifica delle controversie internazionali, mantenere la pace e promuovere il rispetto per i diritti umani a livello mondiale_ ”.
Cotteret compone la genesi dell’ONU per mostrarcene la sua autodecomposizione dinanzi all’abisso di una delle più grandi responsabilità morali, politiche, sociali, umane cui non ha saputo/voluto far fronte: il genocidio in atto a Gaza.
Attraverso immagini di repertorio, prezioso materiale d’archivio, interviste ad ex membri della stessa organizzazione, a giudici della Corte Penale Internazionale, anch’essi ormai desautorati, il regista segue il lavoro di Francesca Albanese all’interno dei gangli di un’istituzione che non riesce neanche a far rispettare il diritto internazionale, figuriamoci a proteggere e tutelare i suoi relatori.
L’ Organizzazione delle Nazioni Unite non è riuscita ad impedire un genocidio, risulta desautorata persino per la fornitura di aiuti umanitari (ricordiamo cosa succede all’ UNRWA) e sebbene nata per essere organismo sovranazionale, si trova in realtà secondaria rispetto al potere di uno solo dei suoi stati membri, non è difficile immaginare quale. Basti pensare ai veti.
Seduti su una poltrona, vediamo ancora una volta scorrere l’orrore davanti ai nostri occhi, orrore che noi cittadini proviamo a combattere con battaglie quotidianamente fatte di boicottaggi, proteste, presidi, informazione, etc. ma che ci mette di fronte anche a una voragine politica, istituzionale, ci pone dinanzi a un fallimento di dimensioni planetarie cui le Disunited Nations hanno contribuito con la loro inadempienza, con le negligenze nelle loro commissioni di inchiesta, con la scelta deliberata di voltarsi dall’altra parte, di non impedire, di non arrestare, di non sanzionare, di non intervenire.
E dinanzi allo scempio di quel palazzo di vetro ormai incapace e colpevole di genocidio, non possiamo fare altro che continuare a lottare. Per Gaza, per la giustizia, per i diritti giustiziati.