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Grandeur flambée

di
Daniele Dall'Aglio
Daniele Dall'Aglio

Studioso di relazioni internazionali con focus su integrazione eurasiatica e mondo russo, laureato in Mediazione linguistica e culturale con tesi sul conflitto nell' Ucraina orientale quando era ancora quello del 2014/15. Attivista e cercatore da sempre.

28 febbraio 2026

Il rischio nucleare come ultimo atto di una strategia senza ritorno

Turgidson grandeur flambee.jpg E niente, ci risiamo. Il servizio di intelligence estera russo, SVR, ha comunicato di avere informazioni su piani di Francia e Regno Unito per trasferire all'Ucraina testate nucleari e i mezzi per lanciarle. Con tanto di modifiche e precauzioni "cosmetiche" per poter sostenere che tali sistemi non siano in realtà stati direttamente forniti dai Bretoni e dai Galli, ma sviluppati e assemblati internamente all'Ucraina. Sì, certo... Piccola premessa: qualcuno dirà (lo stanno già dicendo) che l'SVR, con questa dichiarazione, sta facendo propaganda per conto dello Stato russo e cerca di legittimarne le azioni. Sciocchezze. La propaganda esiste, inclusa ovviamente quella russa, ma non è davanti a questo che ci troviamo. L'SVR intendeva dire esattamente quello che ha detto e questa storia, se non fosse così ridicola, è estremamente seria.

Ucraina nucleare

Facciamo un passo indietro: quando nel Febbraio del 2022, pochi giorni prima dell'ingresso delle truppe russe in Ucraina e dopo un intero anno di alta tensione sul confine con le autoproclamate repubbliche del Donbass, Zelensky disse alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza che il suo paese stava seriamente pensando di riconsiderare il proprio status di "paese non nucleare" in termini di armamenti, nessuno si è messo a ridere. Né gli è stato detto, magari anche con energica cortesia: "Caro Volodja, adesso vai in bagno, ti lavi la faccia con l'acqua fredda, ti prendi un momento, e quando poi ti sei calmato torni, ok?". Invece no, niente di tutto questo. Perché Zelensky, ovviamente, non stava mica dicendo qualcosa che era venuto in mente a lui. L'Ucraina è uno strumento e uno spazio di manovra per diverse fazioni, sia interne che esterne, ma non è un vero soggetto e non lo è nemmeno il suo presidente. Sui giorni precedenti all'inizio di quella fase del conflitto ci sarebbero da dire diverse cose, visto che si sente ancora un mare di stupidaggini, ma qui restiamo a quanto avviene oggi. Questa faccenda dell'Ucraina nucleare si trascina da anni e, guarda caso, la stampa atlantista non ha perso occasione per sottolineare, di tanto in tanto, che "l'Ucraina post-sovietica aveva rinunciato al suo arsenale nucleare in cambio di garanzie alla propria integrità e sovranità da parte della Russia", un modo per insinuare che, ora che quella sovranità è stata violata, quelle condizioni non ci sono più e quindi dotare il paese di armi nucleari sarebbe legittimo, anzi auspicabile, "per fermare la Russia". Con buona pace del fatto che quell'arsenale nucleare non è mai stato ucraino ma era semplicemente stanziato sul suo territorio. Non è una differenza da poco, ma perché sorprendersi: i giornalisti lavorano per spingere un'agenda, mica per informare il pubblico.

La saga degli euro-fissili

Torniamo a noi: Francia, Regno Unito e Ucraina condividono almeno due aspetti fondamentali. Il primo è di essere pedine dell'impero guidato dagli Stati Uniti, anzi, dall'oligarchia che li controlla, il secondo è di essere governate da una classe di individui, clan e poteri economici che hanno puntato tutto sulla guerra e che perderebbero tutti i soldi investiti o persino la propria impunità e in alcuni casi la vita stessa nel momento in cui la guerra finisse, specialmente davanti alla sconfitta totale che hanno subito in questi anni. Se qualcuno crede ancora che di ciò che accade a stati e popolazioni importi loro qualcosa, ci dispiace sinceramente, ma a questo punto non possiamo davvero fare molto, per aiutarlo.

L'opzione nucleare è nelle fantasie dei parassiti globali da anni ed è tanto più realistica quanto più la loro disperazione a fronte della sconfitta cresce. Una serie di avvenimenti e condotte internazionali da parte occidentale denotano una strategia di fondo: l'uscita progressiva da tutti i trattati sul controllo delle armi nucleari, l'acquisizione annunciata della Groenlandia, l'infiltrazione totale dell'AIEA fino a farne uno strumento diretto di spionaggio e aggressione (Iran 2025), la nuclearizzazione militare dell'Ucraina, i finti negoziati per guadagnare tempo e spazio di manovra e gli attacchi-test contro elementi della triade nucleare russa sono tutti elementi e avvenimenti che possono essere spiegati e analizzati con mille sfumature, presi singolarmente. Ma collocati tutti insieme formano un quadro diverso e delineano una strategia complessiva e coerente: mappare le difese, reali e potenziali, della Russia in caso di scontro aperto con l'uso di armi nucleari strategiche e preparare scenari per neutralizzarne e superarne sia le difese che le capacità di risposta.
L'illusione di protezione data dalla geografia nordamericana (gli oceani a Est e ad Ovest), unita a quella che, qualunque cosa capiti, "loro" potranno mettersi al riparo e salvarsi per poi uscire dal bunker come padroni del nuovo mondo è al centro di questo presunto "calcolo". L'Europa è sacrificabile e una parte degli Stati Uniti, a quanto pare, anche.

Roulette USA


I russi, per parte loro, pianificano continuamente anche per questo tipo di scenari e hanno sviluppato sistemi sia offensivi che difensivi di conseguenza. Altri ancora sono in arrivo e la loro tecnologia è superiore a quella occidentale.
L'avvertimento, veicolato con chiarezza anche da personaggi ufficiali, tra cui il solito Medvedev, è stato chiarissimo: se questi sistemi e materiali arriveranno in Ucraina li distruggeremo, anche con le nostre armi nucleari, e il loro uso è contemplato e previsto anche contro i fornitori europei. La dottrina strategica russa lo prevede chiaramente. Se serve, sarà attuata. Non è una minaccia, è un avvertimento. Il fatto che la Russia abbia i mezzi per eliminare i centri di comando europei e qualsiasi asset di Francia e Regno Unito anche con armi convenzionali che nessuno potrebbe fermare (Stati Uniti compresi) non è una garanzia. A Mosca potrebbero preferire un messaggio più chiaro all'Impero e una soluzione più definitiva per i guerrafondai europei. Ed è difficile dar loro torto.
Sia come sia, tre cose certe sono da tenere a mente: la prima è che è molto evidente da anni che queste idee ci sono e circolano concretamente; la seconda è che questo tipo di approccio e la circolazione di questi messaggi e notizie abbassa di per sé la soglia di accettabilità delle armi nucleari e anche quella di utilizzo; la terza è che le probabilità che l'Europa venga realmente distrutta non fanno che aumentare e nessuno degli attuali dirigenti ha né le capacità né l'intenzione di far nulla perché diminuiscano. In effetti, proprio il loro aggrapparsi al potere è la causa principale di questo aumento. I loro interessi sembrano essere diametralmente opposti a ciò che permette ai loro sudditi di vivere e senza una totale inversione di marcia, non possibile con queste persone al potere, la probabilità diventerà certezza.
La direzione è inequivocabile. Pur di usarla contro la Russia, sono riusciti a far credere a un pubblico istupidito e superficiale di voler "portare l'Ucraina dentro l'Occidente". Il risultato è che, per livello di corruzione, povertà, repressione interna e distruzione, l'Occidente sta diventando l'Ucraina: un grande successo. Di cui, in effetti, gli Europei sembrano piuttosto soddisfatti, visto che non si oppongono quasi per niente. A riprova del fatto che la causalità è un principio universale.