La Montagna Sacra d'Occidente: ascesa, sangue e la fine dell'illusione
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Complici di un impero in rovina: Epstein, il discorso di Rubio e la natura predatoria del giardino ordinato d’Europa
Questa storia di Epstein sembra davvero una trama di corte di fine Impero Romano d'Occidente. Gli USA hanno iniziato a interpretare la Storia come Impero-Civiltà: il discorso di Marco Rubio a Monaco non lascia più spazio a dubbi. L'idea di fondo è che USA ed Europa abbiano un destino comune e che questo sia continuare a fare quello che abbiamo fatto.
L'eccezionalità della storia europea è argomento da sempre dibattuto tra gli storici. Perché alcune cose accadono in un luogo e non in un altro? Perché furono gli europei a partire per i mari e non i cinesi, che pur disponevano di barche, tecnologie e uomini per farlo? L'idea che determinante sia stata la geografia (e quindi l'economia) non è poi così bislacca. Il continente euroasiatico occupa buona parte della fascia temperata lungo la traiettoria Est-Ovest del Globo. Poche altre zone hanno climi altrettanto buoni, così tanto estesi e stabili: Mesoamerica, alcune zone degli USA, zone costiere delle Ande sono decisamente più piccoli e tutti hanno avuto comunque segnali importanti di vita urbana, reti commerciali.
In principio, appena usciti dall'Africa, i nostri antenati trovarono in Mesopotamia, Palestina, Anatolia, Caucaso e Persia una specie di paradiso terrestre (che infatti rimane nei miti di quelle terre). Clima mite, acque divise in grandi fiumi con corsi relativamente regolari e facili da gestire, piante e animali addomesticabili: fonti perfette per carboidrati e proteine. Lentamente, questo progresso tecnico si diffuse da alcuni principali centri irradiatori: Mesopotamia, Valle dell'Indo e Fiume Giallo. L'Europa ricevette questi progressi dall'Anatolia: lentamente contadini e fabbri risalirono l'intero continente in barba al cambiamento climatico. Pochi secoli prima di Cristo, l'Occidente era ancora una landa barbara e boschiva, solo le reti commerciali fenicie e greche lentamente aprirono il Mediterraneo occidentale. Roma sorse in questo contesto e riuscì a diventare il centro di questo nuovo Mediterraneo: il clima stava cambiando e sempre più lentamente il baricentro di questo polo occidentale si spostava a Ovest e a Nord.
Sul finire dell'Impero, l'asse si era spostato in Nord Italia, poi in Borgogna, infine con l'età moderna era nel Mar del Nord. L'Occidente era cambiato drasticamente e soprattutto non si era più ricomposto. Mentre in Cina l'unità era favorita dalla coesione geografica del territorio cinese, in Europa e nel Mediterraneo fiumi, mare, isole, golfi e penisole avevano spinto per la frammentazione, la competizione, la guerra. Gli olandesi per primi inventarono il modo di fare affari moderno, una piccola nazione soggiogò per qualche decennio il resto della sua economia-mondo non con la guerra diretta, ma con il credito e il commercio. Nasceva la finanza.
Da lì una serie di cicli di ascesa e declino di potenze sempre più estese e concentrate sul capitale: Regno Unito e USA a terminare questa corsa. Il discorso di Marco Rubio segna un punto di svolta. Non più eccezionalismo statunitense, gli USA non sono più unici. Hanno ancora un destino manifesto quello di comandare il mondo, ma lo fanno come figli dell'Europa, del colonialismo e del genocidio di milioni di nativi americani dalla Patagonia alla Groenlandia. Arrivare a parlare di cinque secoli di colonialismo, imperi e soldati che partono alla conquista di popoli in termini positivi è qualcosa che getta via la maschera sul nostro destino e sul nostro passato. Ci spiega perché la Cina non ha preso questa via, perché non lo abbiano fatto gli altri poli demografici o economici dell'umanità: perché questa volontà nichilista e prevaricatrice, assassina e depredatrice è tipica dell'Occidente.
In conclusione, non mi resta che confermare quanto vado cianciando da settimane: siamo tutti complici, siamo i bravi cittadini tedeschi che compravano il pane e andavano al bar nel Terzo Reich, veramente triste, molto.