Olimpiadi di oggi e di domani
Ingegnere, si interessa di tematiche energetiche ed ambientali.
Milano-Cortina 2026: il bilancio dei Giochi svela il fallimento della narrazione a "costo zero"
Si è svolta domenica 22 febbraio 2026 la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali, con lo spegnimento simultaneo delle fiamme olimpiche "gemelle" di Milano e Cortina. Il bilancio sportivo è stato senz'altro di grande rilievo per l'Italia. Ben alte considerazioni merita, tuttavia, quello economico, riguardante la realizzazione dell'evento.
Inizialmente, la Simico S.p.A. (stazione appaltante pubblica) e la Fondazione Milano Cortina (responsabile dell’organizzazione di Giochi) hanno pianificato 98 interventi infrastrutturali, per un valore di oltre 5,5 miliardi di euro di investimento: 47 relativi ad impianti sportivi e 51 ad infrastrutture stradali e ferroviarie. Del totale degli interventi previsti, 31 sono stati classificati come “essenziali” (fondamentali per gli eventi sportivi e la logistica), mentre i restanti 67 come “legacy” (da lasciare in eredità ai territori). Ad olimpiadi concluse, risultano completati soltanto 40 interventi su 98.
Alcune opere si trovano, addirittura, ancora in fase di gara, mentre altre risultano incomplete. Ad esempio, la cabinovia Apollonio-Socrepes, costituita da 10 piloni e 50 cabine per 2400 passeggeri/ora, ritenuta opera “imprescindibile”, non è stata utilizzata durante i Giochi a causa dei mancati collaudi di sicurezza. Anche l'intero complesso della pista da bob di Cortina, pur utilizzato per le gare, necessita di interventi di completamento, tra cui il ripristino delle aree verdi e la sistemazione definitiva dei cavi e delle aree di servizio che durante i Giochi presentavano ancora fango e installazioni provvisorie. Inoltre, risulta da completare l'adattamento della struttura per l'uso pubblico e amatoriale, previsto per rendere l'opera sostenibile economicamente nel tempo (legacy post-olimpica).
Di seguito un breve schema riassuntivo sul disastro riguardante le principali opere incompiute dei Giochi.
Opere essenziali:
- Pista da bob (Cortina): consegna parziale, molte aree accessorie saranno pronte solo post-evento;
- Villaggio Olimpico (Predazzo): alcuni lotti (Padiglione Latemar) saranno completati in via definitiva solo nel 2027;
- Arena di Verona: interventi per l'accessibilità completi solo a dicembre 2026.
Opere legacy:
- Variante di Cortina: lotto 2 slittato al 2032;
- Tangenziale Sud di Sondrio: fine lavori prevista per ottobre 2027;
- Variante Trescore-Entratico: slittata ufficialmente al 2029;
- Variante di Longarone: inizio lavori in ritardo, fine stimata 2029-2030;
- Collegamento ferroviario Malpensa T2 - Gallarate: non operativo per i Giochi;
- Soppressione passaggi a livello (Valtellina): molti cantieri chiuderanno tra il 2027 e il 2028;
- Stazione di Trento: riqualificazione completa solo a fine 2026.
Sempre a proposito della pista da bob di Cortina, questa si trova al centro delle polemiche sia a causa dell'impatto ambientale devastante connesso con il taglio di oltre 800 larici, necessario alla realizzazione dell’impianto, sia per i costi, lievitati da 7,6 milioni a 118,4, la maggior parte dei quali finanziati dalla Stato. Secondo la Regione Veneto, inoltre, tra il 2027 e il 2032 la pista registrerà perdite tra 584 mila e 638 mila euro all’anno.
Anche altre opere hanno registrato rincari esorbitanti, come ad esempio: la ristrutturazione dello stadio di biathlon di Anterselva (da 4,7 milioni a 55), il centro alpino di Bormio (da 7 milioni a 78), il complesso di Livigno (da 20,7 milioni a 160). I costi per la già citata cabinovia Apollonio-Socrepes sono lievitati da 18 milioni ad oltre 30.
Quanto sopra riportato consente di comprendere il livello di ipocrisia che ha caratterizzato le affermazioni sulla sostenibilità dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina, presentati “a costo zero” nel dossier di candidatura. Ci troviamo, in realtà, di fronte al solito copione nel quale attori imprenditoriali ed istituzionali collusi utilizzano l'opera pubblica (spesso approvata con poteri commissariali e da realizzare in tempi inverosimilmente brevi) come sistema drenante di risorse statali.
Le recenti esternazioni del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, riguardo l'opportunità di una candidatura della capitale alle Olimpiadi del 2040, dimostrano come il PD presenti la medesima vocazione affaristica che caratterizza i partiti di centro-destra. Circostanza, d'altronde, evidente considerando i progetti sponsorizzati a Roma dall'attuale amministrazione e mai condivisi con la cittadinanza, tra cui il mega-inceneritore (approvato grazie ai poteri commissariali del sindaco per il Giubileo 2025, a Giubileo già concluso), lo stadio di Pietralata, la "riqualificazione" dell'area degli ex Mercati Generali.
Il saccheggio di risorse pubbliche che contraddistingue l'organizzazione delle Olimpiadi, scampato grazie all’intervento della precedente amministrazione capitolina, si palesa ora all'orizzonte ad opera dell'amministrazione Gualtieri, caso emblematico di istituzione statale utilizzata come struttura di potere da una classe per opprimerne un'altra.