Il regime tunisino perseguita la Flotilla per Gaza
Cresce la repressione in Tunisia: il regime di Saied colpisce la Global Sumud Flotilla con arresti e violenze per isolare la missione verso Gaza
Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Marco Santopadre
La Global Sumud Flotilla ha denunciato l'arresto a Tunisi dell'attivista Wael Naouar, di sua moglie Jawaher Channa e di altri tre attivisti della struttura organizzativa locale e internazionale dell'iniziativa di solidarietà con Gaza.
In un comunicato l'organizzazione parla di una nuova fase di "pressioni e molestie securitarie" contro il movimento di solidarietà con la Palestina e chiede il rilascio immediato degli attivisti arrestati a causa di una indagine giudiziaria avviata dalla Guardia nazionale tunisina, sotto la supervisione del procuratore della Repubblica per sospetti di riciclaggio di denaro, frode e appropriazione indebita di fondi ricevuti attraverso le donazioni.
Il caso si inserisce in un clima di crescente tensione attorno alla presenza della Global Sumud Flotilla in Tunisia che prepara una nuova missione nella Striscia per il prossimo aprile.
La sera del 4 marzo un gruppo di attivisti è stato bloccato e manganellato al porto di Sidi Bou Said, dove era previsto un omaggio ai lavoratori portuali per il loro sostegno lo scorso anno all'iniziativa della Flotilla. L'iniziativa è stata impedita dalla polizia anche dopo la decisione di ridurla a una semplice visita simbolica e la presenza di attivisti di altri paesi come il brasiliano Thiago Avila, gli italiani Maria Elena Delia e Tony Lapiccirella e Greta Thunberg.
Diverse persone sono state ferite e hanno dovuto farsi medicare in ospedale.
Il 5 marzo, gli organizzatori hanno denunciato anche il divieto di un'attività pubblica prevista al cinema Le Rio di Tunisi. Venerdì c’è stata una manifestazione di protesta contro gli arresti.
La missione 2026 della Global Sumud Flotilla prevede una nuova mobilitazione civile via mare per Gaza, con una struttura di coordinamento internazionale in cui figurano, tra gli altri, il brasiliano Thiago Ávila, il palestinese Saif Abukeshek e il tunisino Wael Nawar. In questo quadro, il fermo denunciato dalla Flotilla appare come l'ultimo episodio di una sequenza che gli attivisti leggono come una stretta sul movimento di solidarietà con la Palestina da parte dei regime di Kais Saied.