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Ricordate lo show “Is It Cake?”, eccone la svolta distopica

18 agosto 2026

Con i nuovi guanti elettrificati dell’ICE, che si stanno diffondendo anche in Europa, giocheremo a “Is It Electrified?”

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di Maria Giulia Molinaro Vitale

L’espressione “trattare con i guanti” ha acquistato tutto un nuovo significato quando l’ICE è diventata la prima forza di polizia nazionale a voler investire negli e-stun glove. L'agenzia, che negli anni di questo secondo mandato Trump ha raggiunto più budget di tutte le altre forze nazionali messe assieme, si prepara a introdurre tra le proprie dotazioni un guanto che eroga scariche elettriche al semplice contatto con la pelle. La notizia è stata data dal Department of Homeland Security (DHS), che, per garantire la sicurezza dei cittadini, prevede che sia dato loro l’elettroshock.
Il prodotto si chiama G.L.O.V.E., acronimo di Generated Low Output Voltage Emitter, è uno e-stun glove realizzato da Compliant Technologies LLC, azienda con sede in Kentucky. Il funzionamento è relativamente semplice: un piccolo pulsante posizionato sul dorso del guanto attiva la modalità elettrica; una volta a contatto diretto con la pelle, il dispositivo eroga una scarica capace di raggiungere, secondo il manuale tecnico dei modelli CTG-4 e CTG-5, un voltaggio massimo di 380 volt. A differenza del TASER, il G.L.O.V.E. non prevede l'espulsione di dardi che perforano la pelle: l’intento, spiega l'azienda produttrice, è semplicemente inibire temporaneamente la capacità della persona di compiere movimenti muscolari coordinati, attraverso una scarica elettrica potenzialmente letale. Nulla di più sicuro: non ci sono i dardi che perforano la pelle!

Il manuale specifica alcuni limiti d'uso: non più di due guanti dovrebbero essere applicati contemporaneamente sullo stesso soggetto, e l'utilizzo non dovrebbe superare i 15 secondi nella maggior parte dei casi. Il dispositivo non è efficace attraverso indumenti o peli spessi, e il produttore avverte che non dovrebbe essere impiegato come punizione, contro persone che manifestano solo "sfida verbale" o su categorie considerate a rischio, come minori, donne incinte, anziani o persone con disabilità. Chi utilizza il guanto deve seguire un percorso di certificazione, da rinnovare ogni due anni.
Secondo l'avviso pubblicato dal DHS, l'obiettivo dichiarato è completare l'acquisto e la distribuzione dei dispositivi entro marzo, con un obiettivo di dispiegamento accelerato che alcune fonti collocano a marzo 2027. I guanti sono destinati a equipaggiare gli agenti di entrambe le divisioni operative dell'ICE: Homeland Security Investigations (HSI) ed Enforcement and Removal Operations (ERO). Il Dipartimento prevede di destinare fino a 20 milioni di dollari all'acquisto di migliaia di questi dispositivi, descritti nella documentazione ufficiale come "conductive distraction and de-escalation devices". Secondo una fonte citata dalla testata MeidasTouch, il prezzo di una singola coppia di guanti si aggirerebbe intorno ai 2.500 dollari. La procedura di affidamento desta particolare attenzione: si tratterebbe di un contratto a fonte unica e senza gara competitiva, assegnato direttamente a Compliant Technologies. Secondo alcuni analisti del settore, se confermato, questo sarebbe il più grande ordine mai ricevuto dall'azienda.

Compliant Technologies sottolinea che il duty cycle molto basso (frazione di tempo in cui la corrente scorre realmente) è il motivo per cui l'azienda non classifica il G.L.O.V.E. come "arma", sostenendo che la corrente media erogata sia paragonabile a quella di comuni apparecchi domestici — un'affermazione contestata dalle organizzazioni per i diritti civili, che considerano comunque il dispositivo capace di infliggere dolore acuto e in soggetti sensibili anche causarne la morte.

Qui però va fatta una distinzione netta tra la teoria e le prove concrete: il produttore dichiara "nessuna lesione documentata" dall'introduzione della tecnologia nel 2018, tuttavia questo è un dato fornito dall'azienda stessa, non da uno studio indipendente o da un ente regolatore. Anche i TASER — tecnologia più studiata e diffusa — hanno causato numerosi decessi, quasi sempre in soggetti con condizioni cardiache preesistenti, sotto effetto di stupefacenti o in stato di agitazione estrema, che però è spesso il caso delle persone che la polizia incontra, e specialmente l’ICE che, come sappiamo, deporta persino i bambini. Lo stesso manuale del produttore avverte esplicitamente che l'uso del dispositivo "può causare o contribuire a morte o lesioni gravi" e sconsiglia l'uso su categorie vulnerabili (anziani, bambini, donne incinte, persone con disabilità gravi) — un'ammissione che il rischio zero non esiste, nonostante l’azienda non lo voglia chiamare ‘arma’.

Chi è la Compliant Technologies

L’azienda è piccola e certificata dalla Small Business Administration come impresa gestita da un veterano con disabilità di servizio. Fondata nel 2018 da Jeff Niklaus, ex pilota di elicotteri Blackhawk dell'esercito americano con oltre 20 anni di servizio attivo tra Somalia, Iraq e Afghanistan. Dopo il congedo nel 2006 ha lavorato come contractor per il Dipartimento di Stato in Afghanistan e oggi vola ancora elicotteri EMS in Kentucky. Secondo lo stesso Niklaus, l'azienda è presente in oltre 400 agenzie in 40 stati e 9 paesi, con più di 40.000 utilizzi documentati, sostenendo di non aver mai registrato infortuni o cause legali fino ad oggi — dato però fornito dall'azienda stessa, non verificato in modo indipendente.

(Domanda. Cosa ne sa un militare di sicurezza con i civili? Sono due mestieri e due addestramenti ben distinti. L’esperienza di guerra di questo veterano, che rilevanza ha nella gestione del pubblico?)

Niklaus è descritto come una persona che crede che Donald Trump sia stato "consacrato" da Dio, e ha espresso in passato posizioni vicine a teorie del complotto: in un'intervista podcast del 2025 ha attribuito lo schianto fatale di un aereo passeggeri e di un elicottero militare "ai vaccini" e all'inclusione di donne e persone LGBT+ nelle forze armate voluta dall'amministrazione Biden.

E in Europa?

Leggendo queste informazioni, sembra quasi che questi guanti distopici siano ritrovabili solo di quel terzo mondo culturale che sono gli Stati Uniti, ma purtroppo non è così. A novembre 2025, a Parigi, si è svolto il Milipol, una fiera dove aziende che si occupano di sicurezza, in tutte le sue sfaccettature, presentano i loro prodotti a stati, milionari che cercano maggiore sicurezza per se stessi, agenzie di sicurezza privata, e giornalisti come me. Sebbene il grande punto di forza di questa edizione fosse stata la sorveglianza di massa, una modesta start-up di famiglia – Netforce – che con appena 3 dipendenti, 2 investitori, e un capitale di quasi 50 milioni di euro, ha presentato il suo, europeo, e-stun glove. Aver presentato l’arma al Milipol di Parigi non è un caso. Al di là del fatto che l’azienda sia francese, ciò dimostra che secondo i produttori il mercato dei paesi europei può essere interessato a un’arma del genere. A novembre 2025 forse il mercato non era maturo, ma con la giusta pubblicità, con le giuste emergenze per la sicurezza nazionale, e con l’apertura da parte degli USA, tra un paio d’anni potremmo vedere qualche poliziotto – molto probabilmente francese – indossare l’arma.

Ho provato questo guanto io stessa, e funziona in modo molto simile a quello di cui si sta fornendo l’ICE. Si può accendere e spegnere per usarlo come normale guanto, emette una scarica elettrica potente con lo stesso scopo del TASER ma, e secondo i produttori questo lo rende un’arma più umana, non ha i due aghi del TASER che si infilano nella pelle. Il punto della scarica, posto sul palmo, si attiva sia con la pressione su una superficie (contact mode), sia premendo il pollice sull’indice (deterrence mode). Questa seconda funzione è stata introdotta per intimidire e allontanare attraverso la forte luce e il rumore molto forte che fa la corrente. Gli utilizzi previsti dal catalogo per questi guanti spaziano dalle carceri alle manifestazioni: il rappresentante il loco in realtà ha fatto solo riferimento alle manifestazioni, quindi la possibilità di vederli sul campo durante delle proteste non è affatto escluso a monte, e non comporterebbe un uso improprio dell’arma - se non si pensa che una simile arma in un contesto in cui la polizia dovrebbe ristabilire l’ordine può ragionevolmente causare più caos e disordine. Ciò che è preoccupante di questi guanti è che a differenza del TASER non servono cartucce per ricaricarlo: basta un cavo USB-C. Questi guanti sono strumenti di cui si può abusare con grandissima facilità, e avendo impressionato una giornalista durante una fiera, non posso immaginare quale terribile strumento di tortura diventeranno in posti come i CPR o le carceri.

Un altro importante aspetto degli e-stun glove è il trend che quest’arma rappresenta. Gli e-stun glove sono l’ennesima trasformazione di un oggetto innocuo, o comunque che ci si aspetta faccia un certo tipo di danni, in arma più violenta, dolorosa e pericolosa. Ci si può aspettare che un guanto abbia le nocche rinforzate, ma chi si aspetterebbe un elettroshock per essere stato afferrato per un braccio? In questo, il caso del G.L.O.V.E. fa scuola: il produttore lo descrive esplicitamente come "un normale guanto da pattuglia" che si attiva con un interruttore — il design è pensato proprio per non essere visivamente distinguibile da un equipaggiamento innocuo finché non viene attivato. Anche il marketing ("de-escalation device", "wearable de-escalation device") lavora nella stessa direzione: spostare la percezione dal registro dell'arma a quello dello strumento di sicurezza soft. C'è una logica riconoscibile dietro: più un oggetto sembra ordinario, meno suscita allarme sociale, e meno viene percepito come "arma" da chi deve autorizzarne l'acquisto (bilanci, consigli comunali, regolatori) e — punto cruciale — meno viene inquadrato legalmente come tale. Non è un caso che negli USA ci sia un dibattito aperto proprio su come classificare il G.L.O.V.E.: se rientra tra le "armi a impulsi elettrici" (conducted electrical weapons) o in una categoria più leggera, meno soggetta a controlli.

E questo è l’ennesimo strumento di dolore che verrà usato su poveri, migranti, e persone di colore, per punirle per la loro esistenza.