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Un sistema Epstein prima di Epstein

di
Andrea Alexandro Nal
Andrea Alexandro Nal

Veneto, nobile decaduto e in lotta col mondo, ma soprattutto col panturanismo del Germani.

25 settembre 2026

Serial killer, pedofilia e un sistema di coperture istituzionali

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È esistito un caso Epstein ante litteram, risalente agli anni ‘70, che vede coinvolti almeno due serial killer, che hanno segnato la storia, ed un trafficante di ragazzini e propalatore di pedopornografia al centro di una immensa rete di clienti? Secondo Matt Cullen sì, più mi sono addentrato nella ricerca più ho trovato conferme alla sua tesi, sia attraverso riscontri nelle carte processuali che nel modo in cui il carteggio Epstein viene trattato oggi.

Due serial killer, un legame


Dean Corll

Residente nell' area di Houston, soprannominato Candy man per il suo lavoro di fabbricante di caramelle, anche se successivamente operò come operaio elettrico.

Serial killer operante dal 1970 al ‘73, ma si sospettano attività precedenti risalenti al ‘68: a fronte di 29 vittime accertate, vi è una forbice possibile che arriva a 44, calcolando la sparizione nella zona di soggetti corrispondenti alla sua vittimologia di riferimento.

Fu aiutato da due complici adolescenti, David Owen Brooks ed Elmer Wayne Henley che agirono soprattutto come reclutatori di ragazzi e assistenti durante le sevizie e l'occultamento dei cadaveri. Il secondo dei due, nello specifico, è stato dimostrato fosse un complice attivo particolarmente sadico e autore di 6 omicidi, mentre a Owen è stato attribuito un solo omicidio diretto, ma era comunque assidua la sua collaborazione negli altri reati accessori.

Per ogni vittima procacciata Corll dava ai complici 200 dollari attualizzabili a oltre 1.600, a Owen comprò anche una Corvette per ottenerne il silenzio dopo che questi aveva visto la violenza contro le due prime vittime che gli aveva portato.

Corll affermò a Brooks di essere stato pagato per mandare i due ragazzi che aveva visto legati al suo letto in California per posare per fotografie pornografiche da pubblicare su riviste illegali. In realtà risulta che i corpi siano stati ritrovati nel ‘73, ma i due fatti non entrano in contraddizione come vedremo più avanti.

Le vittime erano giovani maschi dai 13 ai 20 anni, in genere conoscenti dei due complici. Le uccisioni avvenivano per pestaggio, colpi di pistola calibro 22 e strangolamento, ma solo dopo un calvario di torture, mutilazioni e stupri.

I reati andavano dalla pedofilia, adescamento di minorenni, complicità, spaccio di droga, stupro, molestie, sequestro di persona, per finire all'occultamento di cadavere.

“Una volta saliti sul tabellone, erano praticamente spacciati...era tutto finito, restavano solo le urla e i pianti”.
David Brooks, riferendosi al destino delle vittime dopo essere state immobilizzate sulla "tavola di tortura" di Corll. 10 agosto 1973 Jack Olsen. [1]

Nel procedimento di persuasione che portò al coinvolgimento dell'altro complice Elmer Wayne Henley, Corll fece altre dichiarazioni notevoli, che dimostreranno la loro rilevanza in seguito.

Nel corso di diverse conversazioni successive, Corll fece ripetutamente riferimento al tema della tratta di esseri umani prima di informare Henley che "un mercato del genere esiste" e di affermare di essere coinvolto in una "rete di schiavitù bianca" operante da Dallas, in cui ragazzi adolescenti venivano venduti come domestici a ricchi clienti di mezza età in tutto il paese e che gli avrebbe pagato 200 dollari per ogni ragazzo adolescente che fosse riuscito ad attirare nel suo appartamento. Corll si riferì a questa organizzazione come "The Syndicate".

La carriera criminale di Corll si chiuse nel 1973 quando durante una serata criminale finita male Henley lo uccise. Dopo la morte i due complici fecero ritrovare 27 corpi, tra una rimessa per barche nei dintorni di Houston e la spiaggia di High Island, vicino Galveston.

John Wayne Gacy

Residente nell'Illinois a Des Plaines, sobborgo di Chicago impresario edile di successo, per diletto animatore di feste per bambini nei panni del pagliaccio Pogo, portabandiera della comunità polacco-americana locale, sposato due volte, due volte padre e interessato alla politica. Già a 18 anni si iscrisse al Partito Democratico, nel tempo si candidò alle elezioni comunali e si impegnò nelle campagne politiche, tanto da vantare una foto con la First lady Rosalynn Carter.

Tra il 1973 e il 78 è coinvolto nella sparizione accertata di 33 vittime, 29 occultate nel vespaio di casa sua, nell'intercapedine sotto il pavimento, e 4 gettate nel fiume Des Plaines. È responsabile di stupro, tortura e omicidio, a cui aggiunse come reati collegati: molestie, aggressione, minaccia, detenzione illegale di stupefacenti, racket, adescamento di minorenni, sequestro di persona e occultamento di cadavere.

Prediligeva uccidere in modo particolarmente fisico e da solo previo strangolamento, accoltellamento, soffocamento e annegamento. Gacy puntava a soggetti marginali, gay, bisessuali (o che almeno ritenesse tali), prostituti e fuggitivi tra i 14 e i 25 anni che spesso prima assumeva nella sua ditta, la PDM contractor. [2]

Questa la storia emersa dal processo, ma almeno uno dei due sopravvissuti alle aggressioni raccontò altro. Il primo degli scampati Robert Donnelly che prelevato il 30 dicembre del ‘77 avrebbe potuto risparmiare tutti i cinque omicidi del 1978 se fosse stato creduto dalla polizia. Ma la testimonianza più pregnante arriva dall'altro uscito vivo: Jeffrey Rignall che si era detto certo vi fosse qualcuno oltre a Gacy nella casa, ma la polizia non prese sul serio la denuncia della violenza lasciando anche in questo caso il killer in pace ed in più non tenne in considerazione la testimonianza per il successivo processo.

La conduzione del procedimento giudiziario vide la convergenza di interessi tra difesa ed accusa verso la definizione del killer solitario per ottenere la possibilità di appellarsi all'infermità mentale da parte degli avvocati. Dall'altra lato il Procuratore di Stato fece lo stesso, ma per facilitare le indagini e la dimostrazione del reato allo scopo di arrivare alla pena massima prevista. Infatti la richiesta di esecuzione si basava sulla dimostrazione che si trattava di azioni criminali crudeli, volontarie e commesse dal solo Gacy senza alcuna condivisione di colpa.

Nel 2012 gli avvocati Steven Becker e Robert Stephenson, incaricati dai parenti di alcune vittime, con una spulciatura dei registri di presenza e l'analisi degli spostamenti di Gacy dimostrarono che almeno tre omicidi sono stati commessi quando l'accusato risultava assente: Robert Gilroy scomparso il 15 settembre 1977, mentre Gacy era a Pittsburgh tra il 12 ed il 16. Stessa situazione per Russell Nelson scomparso nell'ottobre dello stesso anno durante un'assenza di Gacy e John Mowery, non più trovato dopo il 25 settembre ‘77.

Si contesta anche la possibilità che alcuni dei delitti siano stati possibili attribuendoli ad un solo uomo poco atletico e sovrappeso.

Il tribunale para l'accusa dichiarando che le date di sparizione e decesso possono non corrispondere per varie motivazioni, ma i casi presentano situazioni piuttosto complicate, che chiamano in causa altri dipendenti di Gacy. Per Russell un amico della vittima e operaio della PDM aiutò prima nelle ricerche, poi avvicinò la madre dello scomparso, cercando di estorcerle denaro ed infine fece assumere a Gacy i due fratelli dello scomparso.

Mentre per Mowery un vicino di casa operaio della PDM parlava in giro di conoscere una casa piena di cadaveri. Negli stessi anni due dipendenti furono mandati a scavare trincee nel terreno sotto la casa con la giustificazione che servivano per posare i sottoservizi, in realtà uno dei due vi finì sepolto nei mesi successivi.

La casa di Gacy era aperta ai dipendenti, in particolare dopo il divorzio dalla seconda moglie nel ‘76. Alcuni di loro possedevano le chiavi, ma la polizia fu piuttosto restia a smuovere le acque, sia per non complicare le indagini che per esigenze politiche. In particolare sono sospetti Michael Rossi, a cui Gacy aveva venduto l'auto di una delle vittime, ma provenendo da una famiglia politicamente potente si evitò di indagare oltre, e David Cram, morto suicida nel 2001.

Nei sedici anni precedenti l’esecuzione Gacy rilasciò interviste e dichiarazioni più o meno credibili e spesso sopra le righe. Tra queste negava di aver ucciso tutte le vittime attribuitegli tirando in ballo un giro di snuff movie per il mercato nero, ma senza dare ulteriori spiegazioni.

Il trait d'union: John David Norman

John David Norman, di Dallas, è centrale nel collegamento tra i due killer seriali.

Pedofilo, stupratore, addescatore di minorenni e giovani uomini, distributore di materiale pornografico e gestore di un traffico sessuale illecito. Negli anni quaranta lavorava nel mondo della comunicazione producendo jingle musicali da trasmettere in radio, è in questi anni che comincia a padroneggiare il mondo della pubblicità e della diffusione di materiale che metterà a frutto per i suoi turpi scopi in seguito.

Risalgono al 1954 le prime prove certe di atti di libidine violenta su vittime adolescenti, mentre negli anni 70 è provato l'invio per posta di materiale fotografico sensibile.

Si procacciava i giovani da trafficare attraverso la Odissey Foundation, un'associazione volontaria senza scopo di lucro che ufficialmente si presentava come gruppo di supporto per gay in difficoltà, ma nei fatti reclutava attraverso di essa giovani ragazzi e uomini giovani nelle stazioni dei bus. Nella stagione pre digitale i bagni delle stazioni erano anche luoghi di incontro infatti.

I giovani venivano fotografati e le immagini allegate ad una scheda che veniva inviata ai clienti paganti indicati in modo burocratico come sponsor mentre i ragazzi prendevano il nome di borsisti il tutto per dare un alone di veridicità e liceità all'operazione. Gli sponsor potevano tenere per tre giorni i borsisti.

Questa prima operazione losca viene scoperta nel 1973, quando un borsista appena reclutato, ma alquanto sveglio, si trova in casa di Norman. Su una scrivania vede le famose schede e le comincia a compulsare e vi trova il viso di scomparsi e su tre di queste compare la scritta kill, spaventato corre dalla polizia, che si premura di intervenire, diversamente dal solito perché su quel genere di denunce era piuttosto poco attiva. Lo fa perché proprio in quei giorni a Houston venne scoperto il deposito di cadaveri di Corll, ucciso proprio allora dal complice. L’FBI all'epoca non aveva dato particolare peso alla parola kill scritta sulle schede, attribuendola piuttosto al gergo editoriale “storia conclusa”, quindi soggetti usciti dal giro.

Presso la casa di Norman la polizia sequestrò le schede dei ragazzi, foto e 30.000 fascicoli in cui erano raccolti dai 50.000 ai 100.000 nominativi di clienti e sponsor. [3]

Il collegamento a Corll non pare fortuito come visto lo stesso serial killer si vantava di collaborare con il “Sindacato” di Dallas dedito al traffico di ragazzi, prostitute e stupefacenti. Malgrado la polizia non abbia fatto il collegamento nel 1973, nel 1975 durante un'operazione volta a contrastare la prostituzione minorile trova le foto di 11 delle vittime di Dean Corll.

Benché si sappia che Corll si sia affidato ai due complici per procacciarsi i ragazzini, almeno sino all’arrivo di Elmer le violenze erano avvenute senza testimoni ed è possibile sia lo smercio di minori, invero negato da Corll in una discussione con Brooks, ma non impossibile, che la produzione di materiale snuff e pedopornografico da vendere, cosa che giustificherebbe l'ampia disponibilità finanziaria del serial killer.

Norman venne accusato di traffico di minori, ma riuscì a fuggire in Illinois da un cliente Steve Gurwell che aveva avuto un sedicenne in affido da Norman con cui aveva girato l'Europa. Norman non riesce a restare pulito e viene nuovamente arrestato per pedofilia dopo qualche mese.

Nel 1976 dal carcere, sfruttando la stessa tipografia del penitenziario, riesce a mettere in piedi una nuova associazione a delinquere, la Delta Project, ed il bollettino Hermes che la pubblicizzava e che riusciva a gestire per via postale grazie a complici esterni. Ufficialmente la Delta offriva opportunità di formazione, crescita e viaggio incentrata su strutture diffuse per il paese chiamate dormitori Delta dove da 2 a 4 giovani chiamati Cadetti risiedevano per un tempo limitato controllati da un adulto definito Don, sempre con l'intento di dare all'ente una verniciata di liceità, ma in realtà trafficava minori e giovani ragazzi.

Dal carcere Norman gestiva una mailing list a cui inviava aggiornamenti per posta con cadenza regolare, una newsletter pedofila. La mailing list raccoglieva 7.000 nomi e 5.000 abbonati paganti che fruttavano una rendita di 300.000 $ l'anno (che attualizzata supera il milione).

Proprio in quel carcere si manifesta il secondo incrocio del destino. Norman conosce in cella un giovane rapinatore di nome Philip Ronald Paske, i due entrano in sintonia e ben presto il vecchio satiro ne fa il suo braccio destro nella Delta Project. Ben presto Norman con il denaro raccolto con la mailing list paga la cauzione a Paske in modo da avere un complice fidato all' esterno. Venne assunto dalla Delta a tre dollari all'ora e risiedette nella casa in cui, quando scarcerato, si trasferì lo stesso Norman. La sua libertà vigilata fu garantita da una cauzione versata da un anonimo abbonato della California.

Nel '77 Paske venne licenziato da un impiego pubblico come guardia dei bambini presso la piscina municipale, ottenuto grazie ad una associazione per il reinserimento, proprio perché le autorità erano a conoscenza del rapporto col molestatore Norman - e la polizia era perfettamente edotta che durante la carcerazione di Norman, Paske gestisse le attività illecite di Norman. Quando quest'ultimo nel 1978 fu nuovamente arrestato per aver abusato di due minori affidati ad una vicina casa famiglia, li aveva in seguito fotografati e stava tentando di venderne uno. Sebbene Paske fosse presente durante l'irruzione delle forze dell'ordine, non fu preso in consegna dalle autorità e neppure fu indagato in seguito, quando fatti ancora più sinistri si presentarono.

Perché dopo il licenziamento dalla piscina comunale Paske fu assunto dall'altro protagonista di questa storia, Gacy, presso la sua PDM. La polizia però non indagò a fondo, cosa che sarebbe stata essenziale almeno per i tre casi di omicidio in cui non è facile attribuire la paternità a Gacy, o per confermare o smentire la sospettata presenza di complici, come indicato dal sopravissuto Rignall. Sarebbe almeno stato corretto seguire la pista degli snuff movie che avrebbero trovato sicura e remunerativa diffusione attraverso le mailing list della Delta Project.

Gacy stesso dal carcere implicò Paske, Norman e altri due dipendenti della PDM come suoi complici negli omicidi, ma questo solo dopo la chiusura del processo e non fu considerato dalle autorità se non come escamotage per evitare la condanna a morte. Definì Paske pericoloso e affermò che "sfruttava ragazze e ragazzi per sesso o film". Gacy in un'intervista del 1992 affermò che Norman e il Delta Project, anche se dal ‘77 aveva cambiato nome, producevano film snuff con giovani ragazzi.

Dall’irruzione nel covo di Norman la polizia riuscì a raccogliere altre 20.000 schede rosa che annoverano da 50.000 a 100.000 nomi di clienti.

Intanto, negli anni successivi, Norman riuscì a gestire nuove attività criminali tra cui nella prima metà degli anni 80 Handy Andy, rivista di pornografia infantile.

North Fox Island

Non collegabile direttamente ai due casi sopra esposti, ma perfettamente inseribile nel milieu di traffico di minori, sfruttamento sessuale e diffusione di materiale sensibile in cui operava John Norman. Sebbene non vi siano legami, le due reti sembrano parallele anche se non coincidenti.

North Fox Island, minuscola isola, lunga poco più di cinque chilometri e larga circa un chilometro e mezzo, è inserita nel lago Michigan al suo estremo settentrionale. Ora è un'oasi naturalistica di proprietà statale totalmente disabitata, ma in precedenza era di Francis Shelden.

Shelden acquistò l'isola nel 1960 e la rese accessibile facilmente costruendo una pista di atterraggio per piccoli velivoli. Shelden fece costruire anche delle baite e aprire sentieri, facendone un resort e campeggio riservato, dove con altri uomini costituì nel 1975 un ente benefico no profit noto come “Brother Paul's Children's Mission” .

Anche questa, come le varie creazioni di Norman, manifestava a prima vista scopi nobili. I fondatori dell'ente, tra questi persone benestanti ed insegnanti, tutti apparentemente insospettabili, avrebbero reclutato ragazzi e adolescenti provenienti da comunità svantaggiate, offrendo tutoraggio, guida e formazione professionale di cui normalmente non potevano usufruire.

In realtà, Shelden e gli altri reclutavano e sfruttavano questi ragazzini a scopo sessuale e per la produzione di materiale pedopornografico . La “Brother Paul’s” faceva da copertura a queste attività e annoverava una clientela composta da ricchi visitatori dell'isola. Chi non poteva sostenere i costi della visita, poteva comunque acquistare immagini pedopornografiche.

Shelden era al centro dell'associazione a delinquere, tanto che J. Reuben Appelman, nel suo libro "The Kill Jar", lo ha paragonato all'amministratore delegato di un giro di traffico sessuale, con l'isola come elemento centrale della rete.

Laureato sia all'Università di Yale che alla Wayne State University, Shelden proveniva da una ricca e vecchia famiglia economicamente e politicamente ben inserita, la cui ricchezza e influenza gli permisero prima di acquistare l'isola per 20.000 dollari nel 1960, e poi di insabbiare le nefandezze di cui lui e i suoi complici erano responsabili.

Uno di questi complici era Gerald Richards, insegnante di educazione fisica presso scuole cattoliche del Michigan, animava anche feste per bambini in qualità di mago a titolo gratuito. Entrò nel giro di Shelden, come già molti altri sfruttatori di minori coevi, tramite annunci e inserzioni personali su riviste settimanali.

Richards che nel 1976 fu condannato per molestie dopo una denuncia presentata da un genitore di uno studente della St. Joseph Catholic School di Port Huron, allarmato dai racconti del figlio e dei suoi compagni sulle attenzioni dell’insegnante. Durante il procedimento giudiziario Richards patteggiò la pena fornendo informazioni sulle attività di Shelden a North Fox.

La polizia fece irruzione a casa di Shelden, ma vuole il caso che questi si fosse trasferito nei Paesi Bassi, che al tempo non avevano un trattato di estradizione per reati sessuali contro minori. Secondo le fonti, Shelden è morto in Olanda nel 1996.

Richards, come più di recente Ghislaine Maxwell, complice di Epstein, patteggiò con i procuratori e fu condannato a una pena non inferiore ai due e non superiore ai vent'anni di reclusione. Coperto da immunità, Richards testimoniò nel 1977 davanti alla Sottocommissione del Senato degli Stati Uniti sulla delinquenza giovanile. Rivelò le attività di North Fox e di come organizzazioni criminali, simili alla “Brother Paul's” in cui lavorava con Shelden, non solo reclutassero bambini come merce, ma promuovessero e diffondessero quel mercato a una vasta clientela.

«Sebbene avessi contatti con circa 600 corrispondenti e clienti...ho distribuito gratuitamente molto materiale nel tentativo di ottenere il sostegno di alcuni uomini facoltosi», ha dichiarato Richards alla commissione. «Per molti aspetti, la mia vita è stata rovinata dalla posta».

È sintomatico che solo Richards, un insegnante di ginnastica con risorse insufficienti per lasciare il paese o almeno garantirsi una giustizia più accomodante, sia stato l'unico punito per i turpi affari di North Fox islands. Senza contare che era forse più vicino alla clientela dell'isola che ai gestori. Lo si può definire sicuramente come una mezza tacca dell'organizzazione.

L’affaire North Fox, come le attività di Norman, è paradigmatico della tratta di esseri umani a scopo sessuale nella stagione precedente Internet. Gestiva infatti in modo analogico la tratta e la diffusione di pornografia infantile.

Oltre alle attività sull'isola, Shelden era collegato a un'altra operazione di traffico di esseri umani nel Tennessee, chiamata “The Tennessee Boy's Farm” gestita dal reverendo Claudius "Bud" Vermilye Jr.

Richards testimoniò al Congresso che la rete era gestita principalmente attraverso il servizio postale statunitense: è importante comprendere il modo in cui avveniva il primo contatto e le successive comunicazioni.

Richards che aveva lavorato anche come assistente del direttore in una libreria a luci rosse a Chicago, disse che la mansione gli permise di selezionare le case editrici che stampavano materiale pedopornografico, che non finiva negli espositori ovviamente, ma era richiesto dai clienti che venivano serviti riservatamente.

Richards e i pedofili consumatori di tale materiale entravano in comunicazione grazie ad annunci personali sul retro di riviste autoprodotte, tipo la Hermes e la Handy Andy (successiva) di Norman e con gli ordini che arrivavano per posta o da altri negozi.

Gli elenchi dei consumatori selezionati, via via andavano a formare mailing list che erano alla base delle attività di diffusione postale del materiale sensibile. Questa comunità di consumatori di materiale illegale diventava poi anche il bacino di clienti per “Brother Paul's”, la “Tennessee Boy's Farm” e le altre innumerevoli delittuose congreghe.

Le newsletter, aggiornamento informativo inviato via posta, con cadenza regolare a un gruppo di persone iscritte, (i componenti della mailing list) complete di pubblicità, assieme al passaparola nelle librerie per adulti locali, erano i luoghi in cui i potenziali pedofili trovavano il materiale desiderato e i venditori il loro mercato. [4]

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Potere e giustizia: il destino delle indagini

Nel 1975 uno dei funzionari di polizia che aveva avuto modo di visionare le 30.000 schede sequestrate in casa di John Norman nel ‘73 dichiarò che tra gli innumerevoli clienti trovati negli elenchi figuravano personalità di spicco sia a livello locale che federale, ma non ci sono ulteriori riscontri.

Tutto il materiale fu inspiegabilmente inviato a Washington presso il Dipartimento di Stato, che non aveva alcun motivo per entrarne in possesso. Invece di inviare la documentazione a canali giudiziari e dipartimenti competenti che sarebbero stati in grado di mettere a frutto i dati sia per la ricerca dei pedofili che per indicare il destino di molti scomparsi, tutto il materiale fu incenerito con la scusa che non era legato a frodi con i passaporti.

Forse sino a 100.000 pedofili sono stati sottratti alle indagini locali e infilati nel porto delle nebbie di Washington, consentendogli di morire nei loro letti o continuare la loro attività. Sicuramente quei nomi non possono più essere incrociati con i nomi degli scomparsi e delle vittime di abusi.

Anche le schede rosa sequestrate a Norman nel 1978 non sono reperibili, in uno scaricabarile che ancora oggi non permette di risalire ove siano custodite o se siano ancora esistenti.

Poi ci sono le indagini incomplete su Gacy con la mancata ricerca dei complici e il poco impegno sul filone degli snuff, con la polizia che afferma di non essere mai entrata in contatto con materiale video e fotografico di questo tipo afferente all'indagine.

Si nota ovunque il forte disinteresse per questo ambito delinquenziale, che copre tutti gli anni ‘70, per un fenomeno che riguardava in sostanza emarginati e soggetti socialmente poco accettati. Tutto ha contribuito a ridurre le indagini al minimo, consentendo, alla fine, a John Norman di delinquere sino al 1998, con una carriera criminale di 44 anni intervallata da brevi soggiorni nelle patrie galere e a Francis Shelden di fare il signore in Olanda, nonché a migliaia di consumatori di materiale pedopornografico e pedofili di operare in relativa tranquillità per anni, sino a sbarcare nell'epoca digitale.

Resta ovviamente un dubbio: quanto delle operazioni di occultamento volte a non scoperchiare eccessivamente il fenomeno siano il frutto di coperture altolocate per salvare i rei, come sembra per Shelden, e quanto siano piuttosto una continuazione del metodo J. Edgar Hoover che sino al 1972, come direttore dell' FBI, aveva messo in piedi una sistematica produzione di dossier non solo su soggetti politicamente e giudiziariamente rilevanti per gli scopi dell'agenzia, ma anche su politici e soggetti rilevanti e non da tenere in pugno in caso di necessità.

Come amo ripetere qualcuno perde le e-mail, ma c'è da starne sicuri, qualcun altro le avrà raccolte. Così uno stato diventerà buono anche se non lo è e si faranno molte altre cose.

Il sontuoso spettacolo giudiziario americano

Nulla di più spettacolare del processo americano, il giudice in toga, la giuria attenta; il pubblico ministero feroce ed intrigante confrontarsi con la difesa a seconda dei casi possente o inetta, convincente o incapace.

Un processo che è quasi una rappresentazione teatrale, come per i processi a Gacy e ai complici di Corll. L'elenco puntiglioso degli immondi delitti, la disperazione dei parenti delle vittime, le reazioni impreviste o insondabili degli accusati, le arringhe e contro arringhe e alla fine - liberatoria dopo tanto orrore - la condanna. Come nel caso di Gacy, ecco arrivare il piacere della scarica di serotonina, la sottile soddisfazione della vendetta, la conferma tangibile e insindacabile di stare dalla parte giusta dell’umanità, separando il grano dal loglio, che solo le parole “pena di morte” possono donare.

Lo spettacolo sontuoso e studiato del sistema giudiziario statunitense, d’altronde come ricorda il Prof. Claudio Povolo la pena non redime, non corregge, non evita altri reati, incidentalmente punisce, serve solo ad evitare che i giusti cadano in tentazione di farsi giustizia da sé rompendo ogni regola del Contratto Sociale e va tarata sulla società di riferimento. Ma cosa significa tutta questa spettacolarizzazione, per la ricerca della verità? John Gacy, Elmer Henley, David Brooks, lo stesso mancato processo a Francis Shelden e le cause minori a John Norman e Poske sono gli epifenomeni su cui si concentra l’attenzione del pubblico. Il grande caso con il grande colpevole che finisce per nascondere gli altri fatti e gli ulteriori soggetti coinvolti. Ieri come oggi. Uccidi il singolo per salvare il sistema, che imperterrito continua anche oggi.

Le vittime trafficate a North Fox Island, quelle sfruttate e abusate da Norman e Poske, quelle seviziate e uccise dai serial killer sono rimaste intrappolate in un sistema che trattava i ragazzi come merce usa e getta. E mentre le follie di Trump hanno fatto sparire i titoli dei giornali sul caso Epstein queste storie ci ricordano che lo schema omonimo non è nato nell'era digitale di Jeffrey Epstein, ma ha preso piede su una piccola isola del lago Michigan più di mezzo secolo fa. E in tanti altri luoghi oscuri.

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[1] “The Man with the Candy: The Story of the Houston Mass Murders” (1974) Simon & Schuster.
[2] Tim Cahil, “Buried dreams: Inside the Mind of a serial killer”, Bantam book 1986.
[3] Linedecker, Clifford, Children in chains (1981) New York: Everest House
[4] Dott. David C. Hayes del 20/02/26 in Michigan Advance: “Before ‘Epstein’s Island’, power and privilege shielded abuse on Michigan’s North Fox Island”. www.hayescriminology.com.